APPESI

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Appesi si riesce a guardare il mondo dall’alto verso il basso, senza sentirsi superiori… non tutti almeno.

Appesi si può fraintendere perché il brulichio che vediamo in lontananza si faccia di momento in momento più caotico.

Appesi si sente il leggero sollievo di non stare con i piedi poggiati sull’erta che altrimenti saremmo costretti a salire.

Appesi si risparmiano le suole delle scarpe, ma si fatica a pizzicarsi una guancia, a stropicciarsi gli occhi, a guardare in alto per capire se i nostri ganci reggeranno.

Appesi si ciondola, non è necessariamente una cosa brutta; fa un po’strano pensare che c’è gente che nasce cresce e muore appesa… è che non capita spesso di ricordarlo.

Appesi si ha tempo di capire che la fretta di avere un po’ di calma, può essere un ostacolo al bisogno di rilassarsi.

Appesi si cerca campo per mostrarsi più sereni di quanto si è realmente.

Appesi si cerca di farsi coraggio, ognuno allo specchio di qualcun altro.

Appesi si resta dove si è, non si guida, ti devi afFIDARE aDEl vento…quando soffia.

Appesi si sta più in alto dello specchio, non si da peso al proprio corpo, al proprio abito, al cercare di apparire diversi da quello non si vorrebbe essere.

Appesi si osserva la vita passarci sotto i piedi senza potervi prendere parte…la vita la terremo nuovamente in mano quando staremo con i piedi per terra.

Appesi si sta al proprio posto, in compagnia della strana sensazione di non essere nel posto giusto.

Appesi si capisce che non è il massimo stare appesi, ma alla fine meglio a un passo dal cielo che 6 piedi sotto terra.

Appesi si avverte la mancanza di ciò che era prima, intuendo che si ha paura che il dopo non cambi.

Appesi si aspetta di smettere di aspettare qualcosa che ci costringa a non prendere nessuna decisione.

Appesi fanno male le gambe per mancanza di pesi da sopportare.

Appesi fa male il collo, perché le preoccupazioni gravano troppo sulla testa.

Appesi si vede lontano, ma non si guarda che la punta delle scarpe.

Appesi non conta nulla se non la consapevolezza di essere appesi.

Appesi si spera di non cadere.

Appesi si ha paura di farsi male cadendo, o anche solo poggiando male i piedi.

Appesi bisogna starci fino a quando non si rompono i fili.

Appena ci si romperà di stare appesi, ci si dovrà riabituare a camminare con le proprie gambe, trovare la propria strada, vivere un domani diverso da oggi che non trovi troppi appigli nel ieri.

Non lo so come andrà a finire, ma non si devono saltare le pagine per leggere l’ultima.

Raramente poi ci si capisce qualcosa.

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