Il piccolo omino annoiato – part.I –

C’era una volta, ma mica tanto tempo fa, anzi potremmo proprio dire “c’è oggi”, allora sai cosa faccio? Lo dico davvero!

C’è oggi, in un piccolo paesino, bagnato da tre mari e protetto da una grande montagna, un piccolo omino annoiato, che non sa come fare ad arrivare alla fine della giornata; figuriamoci se si preoccupa di come arrivare a fine mese.

Il piccolo omino annoiato, usa passare le sue giornate tra la casa della sua mamma, perché a 37 anni single e senza lavoro non può permettersi un appartamento tutto suo, e la locanda che si trova dall’altra parte del bosco.

Quando dico bosco intendo, ovviamente, la buia e tetra pineta, luogo d’incontro prediletto da spacciatori di pozioni magiche, adescatrici dell’occulto e geni della lampo.

Il nostro piccolo omino annoiato, non ha mai nemmeno un piccolo soldino di rame nelle bisacce, si vede quindi costretto, come unico passatempo, a sostare immobile dietro gli scranni dei giocatori di carte in pensione. Anche loro si riuniscono quotidianamente alla locanda di là dal bosco. Purtroppo nemmeno i giocatori di carte in pensione hanno mai un soldino, avendo investito già la loro pensione per dare da mangiare ai figli  trentasettenni disoccupati, quindi nessuno consuma mai nulla.

L’oste della locanda è molto innervosito da questo andazzo e questa situazione lo porta, spesso e volentieri, ad infuocarsi in accese discussioni di carattere socio culturale con i fornitori della locanda che, volendo essere a loro volta pagati, alzano frequentemente il tono della discussione.

Le discussioni che animano i grigi pomeriggi alla locanda, interessano molto anche i passanti,  i quali spesso e volentieri sostano nella locanda, ognuno per poter concedere la propria opinione su fatti che non conosce, o per dare sfoggio delle proprie conoscenze di antichi detti, citati un po’ a caso.

Questa forma di democratico dibattimento, col passare del tempo, diventa una delle più importanti forme di divulgazione culturale del piccolo paesino. Chiunque, in grado di sostenere per un minuto la propria opinione senza essere brutalmente zittito, può diventare il più credibile portatore di verità della locanda.

In molti sono già riusciti nell’impresa. I punti di vista più interessanti, poi, vengono addirittura affissi in una grande bacheca, dove chiunque può leggerli, commentarli e citarli alla bisogna.

Sì perché una volta affissi nella grande bacheca, ogni punto di vista, diventa verità inconfutabile!

Oramai tutti hanno avuto il loro minuto di gloria. Tutti tranne il nostro piccolo omino annoiato.

Ora il poveretto, oltre che, single, disoccupato e annoiato, si sente anche frustrato da questa sua incapacità di prendere parte in maniera attiva alle discussioni.

Quanto vorrebbe poter dire la propria, con la stessa sicura arroganza dei più titolati opinionisti da locanda.

Quando il sole comincia ad allungare le ombre delle ingobbite sagome che popolano la locanda, il povero omino ripercorre i passi che, dalla locanda, lo portano alla rassicurante cameretta in casa della mamma, sempre più affranto e triste ogni giorno che passa.

Nemmeno la tazza di latte e Nesquik, che la mamma gli fa trovare sempre pronta, riesce a tirarlo su di morale.

Fino a quando un bel giorno, decide che le cose devono assolutamente cambiare.

“Non posso lasciare che i miei anni migliori passino senza che io abbia fatto nulla per migliorare. Anche io, senza fare troppa fatica, devo avere un’opinione da fare valere alla locanda!” esclama dopo una lunga notte di ponderata riflessione.

Si alza la mattina di buon’ora, intorno alle 11 e un quarto, e corre in cucina dalla mamma, che ancora un po’ le prende un colpo a vederlo in piedi prima che sia pronto il pranzo.

“Mamma, devo farmi un opinione sulla situazione socio culturale del nostro piccolo paesino!”

Esclama con entusiasmo.

“Perché amore mio?” risponde preoccupata la mamma “Non avrai mica intenzione di cercarti un lavoro e andare via di casa?”

Il nostro piccolo omino, vista la preoccupazione, rassicura la mamma, spiegandole le vere ragioni del suo improvviso desiderio.

“Sono tanto orgogliosa di te!” dice la mamma “Era ora che anche tu ti riempissi la testa di luoghi comuni e sentito dire! A tal proposito, ho sentito dire che nel bosco, alle pendici della grande montagna, si trova una specie di oracolo in grado di rispondere a tutte le tue domande!”

Il piccolo omino allora, presta molta attenzione alle indicazione della madre.

“Si dice che in quel punto confluiscano tutte le informazioni del mondo e che, un essere con un intelligenza superiore, sia in grado di indirizzarti verso il sapere assoluto. Questo posto si chiama Internet Point!”

Il piccolo omino rimane a bocca aperta.

“Possibile esista davvero un posto simile?” pensa fra sé e sé.

Stando alle leggende che si tramandano di padre in figlio, nel piccolo paesino la magica rete di internet non era mai esistita, se non in una forma molto primitiva e quasi immobile, solo in pochissimi punti.

“Che qualcosa stia davvero cambiando? Il nuovo che avanza? Aspetta che lo faccio passare…”

L’entusiasmo per questa nuova e incredibile opportunità lo rendeva irrequieto e impaziente, ma ormai si era fatta ora di pranzo e dopo pranzo c’è sempre la signora in giallo, e dopo la signora in giallo ci sono i cartoni animati, e dopo i cartoni animati c’è il calcetto, e dopo il calcetto è già ora di cena, e dopo cena è già ora della prima serata in TV, e dopo la prima serata è già ora di andare a letto. Visto che ormai è tardi meglio rimandare a domani…

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forse…

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