Normali SuperPoteri

Mi sono addormentato bambino per tutte le notti della mia vita.

Fino a quando, un bel giorno, mi sono svegliato adulto. Non dico uomo perché non sono ancora sicuro di meritarmi un titolo tanto importante. Ci sto lavorando su. Adulto però lo posso e, ahimè devo, dire.

Non c’è un momento preciso in cui succede, ma esiste un momento preciso in cui te ne accorgi.

Quel momento in cui capisci che il bisogno di essere protetti, ha lasciato il passo a quello di proteggere. L’esatto momento in cui realizzi che da te dipendono altre vite, che le tue scelte influenzeranno quelle di altre persone. Quando esci di casa per entrare in un’altra: la tua.

Non cambia molto, in realtà, dopo che ci si è accorti di essere adulti. Le paure continuano imperterrite,anzi tendono ad amplificarsi. Non puoi più darle a vedere tutt’al più. La fantasia, almeno nel mio caso, non svanisce, ma diventa matura, fertile…consapevole. Le storie si ampliano e si colorano delle esperienze vissute. L’immagine si trasforma in parola, ma il risultato non cambia. È sempre fantasia.

L’immagine che si ha di sé, ecco quella sì che cambia.

Intorno ai 25 anni, durante la scoperta di una delle mie prime consapevolezze adulte – sì lo so non sono mai stato particolarmente precoce – mentre mi concedevo uno dei primi bilanci sull’andamento della vita, mi è balenata la balzana idea di avere dei super poteri.

In effetti detta così, sembra la cosa più lontana dall’essere matura, figuriamoci adulta, ma dopo aver passato un po’di tempo nel tentativo di assimilarla, è mutata.

Il potere che mi ero figurato di avere, era quello di riuscire ad avverare ogni mio desiderio. Dico sul serio, quasi avessi una lampada magica…un’abatjour più che altro.

Mi ero accorto che, per tutta la mia vita, la stragrande maggioranza delle aspirazioni che avevo, ero riuscito a realizzarle. Certo magari non nell’ordine o nei tempi che avevo in mente, a volte scendendo a qualche piccolo (o anche grande, a volte enorme) compromesso ma, di riffa o di raffa, che i miei desideri si realizzassero era innegabile.

Ogni genere di brama: amorosa, sportiva, lavorativa, artistica ecc ecc…

In compenso non sono mai riuscito a diventare alto, ma per questo mi sono messo l’anima in pace…

Dicevo…

Mi piaceva una ragazza? Arrivava…beh magari non così facilmente…e il più delle volte dovevo correre come un matto, fingere di essere ricco o prenderla per sfinimento…ma alla fine è il risultato quello che conta no?

Volevo vincere una gara? La vincevo…magari non sempre, oppure non tutto intero, ho mal di schiena…però i traguardi sono stati parecchi!

Volevo cambiare lavoro? Arrivava una buona opportunità…o quanto meno apparentemente buona, ma posso dire di non avere (finora) fatto grossi passi indietro.

Mi veniva voglia di provare a cantare, recitare, scrivere, disegnare, fare l’acrobata o raccontare un sacco di balle? Lo facevo…poi con la fortuna di avere degli amici bravissimi a fingere entusiasmo davanti all’ennesima performance da Corrida, sono sempre riuscito a togliermi tante soddisfazioni!

Insomma una gran figata!

Eppure non arrivavo mai alla felicità. Raggiunto uno scopo, la soddisfazione non durava più di un’ora. Frustrazione. La parte più bella, me ne sono accorto sempre dopo, era proprio il percorso che accompagnava al traguardo. Renderti conto che, un pochino alla volta, eri cresciuto.

Sì, va bene, invecchiato, non cresciuto…

La verità, è che per ognuna delle cose (tutte cosine da nulla, sia chiaro) che sono riuscito a ottenere, mi sono fatto un mazzo tanto! Ho faticato, a volte più e a volte meno, e mi sono impegnato. Non sono mai stati doni dal cielo.

Se lavori sodo per ottenere qualcosa, salvo sfortuna o impossibilità reale, prima o poi la otterrai. Ne sono abbastanza persuaso.

Questa è stata la prima vera consapevolezza da adulto. Nulla accade per nulla. Ogni nostra scelta condiziona le nostre azioni e quindi i nostri traguardi. I nostri stessi desideri si allineano con le nostre capacità, abilità e passioni.

I fallimenti fanno parte del percorso e i compromessi delle vittorie.

Oh, sia chiaro, sono e resterò a vita, uno qualunque, uno che non ha combinato più di tanto…però ho imparato a credere un po’ in me. Non è male alla fine.

Non amo stare a sentire chi dice che: “tanto non serve a nulla!”.

Valere, non significa diventare il migliore.

“Don’t dream it, be it!”


Pensavo…

…se mi mettessi a vendere aspirapolvere?

4 commenti Aggiungi il tuo

  1. Menti Vagabonde ha detto:

    Si fa quanto è nelle proprie possibilità, bene, se non sarà il massimo e il tutto per gli altri…pazienza! Basterebbe già questo, da parte di tutti, per avere, in questo caso, il meglio

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  2. le hérisson ha detto:

    questo post riflessione, mi ci voleva proprio come, la mattina, un buon caffè… mi ha dato la sveglia.
    🙂

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    1. B ha detto:

      Il caffè è l’elemento su cui si fonda la vita! Evviva! 🙂

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      1. le hérisson ha detto:

        naaaa, è l’acqua.
        d’altronde come faremmo il caffè altrimenti?
        ^_^

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