Dittatura democratica

Ah, perché che voi pensate che non potrebbe succedere?

Che, davvero ci sta ancora qualcuno che si crede, che se le cose le fai nascosto dietro al tuo monitor, senza metterci le faccia, poi le conseguenze non ti toccano? Ma che davvero? Che teneri….

Stiamo confondendo in maniera sempre più drammatica la libertà di sparare cazzate su internet, con il concetto di partecipazione popolare. Internet è uno strumento potente, per questo in mano a persone poco attente può essere molto pericoloso.

Le persone poco attente hanno gli stessi diritti di tutte le altre giustamente…ma cosa succederebbe a un popolo in maggioranza disattento? Magari di seguire chi non si dovrebbe.

Ci sono questioni che, non penso proprio, dovrebbero essere demandate a persone che non hanno le capacità di affrontarle. La cosa vale per tutto.

Immaginate la vita politica del nostro paese trattata come il festival di Sanremo. E quale momento migliore se non quando nessuno ne parla e gliene frega più?

Il televoto è democratico, ma ingiusto! Il vincitore quasi mai è il più bravo e ci si dimentica sempre, che non dovrebbe vincere il cantante, ma la canzone! Equivale a chiedere l’opinione di gente incompetente su argomenti che non conosce!!! Inutile poi lamentarsi del risultato, no?

La stessa cosa vale se paragonata a qualsiasi ambito, sia esso politico, scientifico, medico o sociale.

Chi ha più visibilità online vince! Chi fa più presa sui social, viene considerato il migliore. Tifoserie! Non c’è un reale merito, se non quello comunicativo.

I contenuti sono passati in secondo piano da tanto tempo, ma proprio per questo, sono sempre più convinto che il web sia diventata la nuova frontiera della “dittatura democratica”.

Una volta c’era la televisione è vero, ma la televisione è un mezzo passivo, che quasi mai ti chiede un’opinione. E se una volta pensavi di non avere le capacità di esprimere un giudizio su un argomento che non conoscevi, non è che ti mettevi a telefonare in diretta per dire la tua…no?

Invece ora puoi tranquillamente dire quello che ti pare, quando ti pare e pretendere anche che, siccome la tua opinione deve valere esattamente come quella di chiunque altro, nessuno possa dirti che in realtà stai solo sostenendo un fiume di stronzate!

E cosa comporta questa libertà?

Comporta che quando ti incazzi auguri la morte, desideri sganciare bombe atomiche, invochi la violenza contro le presunte cause dei tuoi presunti problemi.

Ora immagina di poter votare sul web,  comodamente seduti davanti al proprio pc. Lo vedi?  Il nazifascismo tornerebbe al potere in 5 minuti. Questo perché non si ha più la percezione di cosa significhi partecipare attivamente alla vita pubblica. Ci si aspetta che le cose cambino battendo forte sulla tastiera, o scrollando ossessivamente su facebook!

La libertà di poter dire e pensare quello che ti pare, non va mescolata alla pigrizia di prendersi le proprie responsabilità…o sarà veramente la fine.

Internet è nemico della democrazia, perché ti costringe a nutrirti solo delle cose che credi essere giuste, senza contradditorio.

Se sei xenofobo e cerchi “tutti i crimini degli immigrati”, mr. internet ti farà credere che il tuo unico problema sono loro, perché continuerà a suggerirti contenuti attinenti alle tue ricerche.

Se sei ipocondriaco e cerchi in continuazione i sintomi delle malattie, ti farà credere che tutte le persone accanto a te, e te compreso, siano in procinto di morire.

Se sei un complottista, comincerai a guardare con sospetto anche il tuo giornalaio per paura che possa essere al soldo dei poteri forti e delle banche, pilotando l’informazione, visto che quella che hai insegnato a internet a proporti è molto diversa da quella che leggi sui giornali.

Il web ti fa credere vero tutto quello che ti pare, e ti toglie la responsabilità delle tue convinzioni.

Già alzarsi per andare a comprare il giornale ti responsabilizza, perché implica un’azione consapevole e volontaria. Un clic con il mouse, no.

Il web, da grande opportunità, potrebbe trasformarsi nel virus che ci distruggerà tutti. C’è già gente convita che non esista il surriscaldamento globale, che l’evoluzione sia una stupidaggine e che la medicina ti faccia ammalare invece che curarti.

Sapere tante cose sbagliate, non è conoscenza!

Non mi stancherò mai di citare Giorgio Gaber, quando cantava “libertà è partecipazione”. Partecipazione vuol dire esserci! Vuol dire parlare, chiedere a chi ne ha le competenze, confrontarsi consapevoli dei propri limiti…essere disposti anche a cambiare idea!

Spero non arrivi mai il giorno in cui la nostra presenza digitale sostituirà quella reale, perché saremo nella merda senza sapere di chi è la colpa…

4 commenti Aggiungi il tuo

  1. Menti Vagabonde ha detto:

    “I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli. La tv aveva promosso lo scemo del villaggio rispetto al quale lo spettatore si sentiva superiore. Il dramma di Internet è che ha promosso lo scemo del villaggio a portatore di verità“ questo intervento di Umerto Eco provocò discussioni e polemiche, ma quanto leggiamo e viene condiviso non fa che confermare questa considerazione. Fortunatamente il web permette anche la diffusione di notizie e dà la possibilità di scegliere…e di togliere l’attenzione a chi è falso, aggressivo e imbecille

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  2. GengisJokerKhan ha detto:

    Tanti non conoscono il concetto di Democrazia, dunque la infangano più dei politici deviati.
    Ci vuole Coscienza per preservare e diffondere la Libertà, in tutti i sensi. La Coscienza oggi, è un lusso di pochi a causa della mancanza di certi sani valori.

    Parole di un comunista-partigiano 😉

    Ciao!

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    1. B ha detto:

      Ideologia e coscienza a volte si confondono e non le condanno a priori. La scarsa capacità di capire le conseguenze delle proprie azioni, invece, mi spaventa molto! Poi c’è la coerenza, che è diventata merce rara! Grazie!

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      1. GengisJokerKhan ha detto:

        È un fatto di onestà. Pochi sono onesti… ma io sono positivo, dato che non sono un servo. Un cambiamento è sempre possibile.

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